domenica 24 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: I PUT A SPELL ON YOU/JEFF BECK & JOSS STONE

Bentornati nella nostra rubrica musicale.
Stasera segnaliamo un notissimo brano (del 1956) di Screamin' Jay Hawkins intitolato "I Put A Spell On You".
La versione originale di Hawkins non riscosse un grande successo, tuttavia lo stesso non si può dire delle cover di straordinari artisti come Nina Simone ed Annie Lennox.
Qui andiamo ad ascoltare l'ottima interpretazione (datata 2010) fornita dal chitarrista Jeff Beck assieme alla cantante soul Joss Stone.



Alla prossima!

sabato 23 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: LIGHT CAVALRY: OVERTURE (SUPPÉ)

Bentornati nella nostra rubrica musicale.












Scusandoci per i giorni d'assenza, stasera ricominciamo con una grandiosa composizione dell'austriaco Franz von Suppé (1819-1895).
Ci stiamo riferendo alla "Cavalleria Leggera (Light Cavalry)", operetta in 2 atti eseguita per la prima volta, a Vienna, il 21 marzo 1866.
Quella che andiamo ad ascoltare è in particolare la celebre Overture, nell'eccellente esecuzione dell'Hungarian State Opera Orchestra.
Buon ascolto!



Alla prossima!

lunedì 18 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: CSÁRDÁS (MONTI)/LUDMILLA PETERKOVÁ & IRINA KONDRATENKO

Bentornati nella nostra rubrica musicale.




















Stasera ascoltiamo una celebre composizione (datata 1904) di Vittorio Monti (1868-1922) e intitolata "Csárdás".
Essa è naturalmente ispirata all'omonima danza popolare e genere musicale ungherese.
Ne sussistono innumerevoli interpretazioni, con svariati strumenti musicali.
Qui segnaliamo la particolare versione della clarinettista Ludmilla Peterková assieme alla pianista Irina Kondratenko.
Buon ascolto!



Alla prossima!

domenica 17 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: I KNOW WHERE I'VE BEEN/JENNIFER HUDSON

Ben ritrovati al nostro appuntamento musicale.




















Stasera ascoltiamo una delle voci più interessanti del panorama musicale internazionale odierno (non di nicchia), ovvero Jennifer Hudson, Premio Oscar e vincitrice di 2 Grammy Awards.
Il brano che andiamo a proporre è "I Know Where I've Been" tratto dal musical Hairspray (nato nel 2002).
In particolare, la versione della Hudson è tratta da Hairspray Live!, che è uno speciale televisivo andato in onda sulla NBC il 7 dicembre 2016.
Buon ascolto!



Alla prossima!

giovedì 14 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: I HAVE NOTHING/WHITNEY HOUSTON-VON SMITH

Bentornati nella nostra rubrica musicale.

















Stasera ascoltiamo un fantastico brano tratto dal film del 1992 The Bodyguard e prodotto dal grandissimo David Foster: "I Have Nothing".
Naturalmente segnaliamo l'inimitabile versione originale di Whitney Houston (1963-2012), ma riportiamo anche un'ottima cover, ovvero quella del cantante statunitense Von Smith, spesso collaboratore dei mitici Postmodern Jukebox.
Buon ascolto!





Alla prossima!

martedì 12 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: NOCTURNE OP. 48 N.1 (CHOPIN)/SEONG-JIN CHO

Bentornati nella nostra rubrica musicale.




















Stasera segnaliamo una meravigliosa composizione di Chopin, il Notturno Op. 48 N.1, uno dei brani più intensi della storia della musica.
I notturni Op. 48 (che sono 2) sono stati scritti nel 1841 e pubblicati l'anno successivo.
Riportando ciò che dice Wikipedia a proposito del primo dei notturni:

"Theodor Kullak said of the piece, "the design and poetic contents of this nocturne make it the most important one that Chopin created; the chief subject is a masterly expression of a great powerful grief." Jan Kleczyński, Sr. calls the nocturne "broad and most imposing with its powerful intermediate movement, a thorough departure from the nocturne style."

L'esecuzione che proponiamo (una delle migliori di sempre) è quella del giovane pianista coreano Seong-Jin Cho, vincitore del XVII Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin, tenutosi nel 2015.
Buon ascolto!



Alla prossima!

lunedì 11 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: RUN BABY RUN/SHERYL CROW

Ben ritrovati nella nostra rubrica musicale.














Stasera ascoltiamo un bel brano del 1993 intitolato "Run Baby Run".
Trattasi di un pezzo eseguito dalla cantautrice statunitense Sheryl Crow, la cui musica spazia tra vari generi, in particolare pop, rock, country e blues.
Buon ascolto!



Alla prossima!

venerdì 8 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: RED/DANIEL MERRIWEATHER

Ben ritrovati al nostro appuntamento musicale.




















Stasera ascoltiamo un brano che ha quasi 10 anni (infatti è del maggio 2009) intitolato "Red".
Trattasi di un'ottima e intensa canzone scritta da Scott McFarnon ed eseguita dal cantautore australiano Daniel Merriweather, all'interno dell'album Love & War (sempre del 2009).
Un'ultima piccola nota: nello stesso album è peraltro presente un bel duetto dello stesso Merriweather, con Adele, nel brano Water and a Flame, splendidamente coverizzato più recentemente da Celine Dion, nell'album Loved Me Back to Life del 2013.
Buon ascolto!



Alla prossima!

giovedì 7 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: THE SHOOP SHOOP SONG/CHER

Bentornati nella nostra rubrica musicale.














Stasera tocca a una canzone composta da Rudy Clark e apparsa la prima volta nel 1963: "The Shoop Shoop Song (It's in His Kiss)".
La prima registrazione (che non ebbe molto successo) fu per opera di Merry Clayton, dopodiché, nel 1964, Betty Everett pubblicò la propria versione ed ebbe uno straordinario successo.
L'interpretazione che andiamo ad ascoltare è però quella della cantante (ma anche attrice Premio Oscar) Cher, la quale riuscì a riportare ai vertici delle classifiche, nel 1990, questo brillante pezzo.
In particolare, la canzone entrò a far parte della colonna sonora del film Sirene, con protagonista la stessa Cher.
Buon ascolto!



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mercoledì 6 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: WOKE UP CLIPPED/BEN WEBSTER

Rieccoci ad un nuovo appuntamento musicale su Scienza e Musica.














Proseguiamo il filone del jazz con lo straordinario sassofonista (tenore) Ben Webster (1909-1973), spesso soprannominato "frog".
Insieme a Coleman Hawkins e Lester Young, Webster costituisce la triade dei più importanti sassofonisti dell'epoca d'oro del jazz, oltre ad aver fatto parte di alcune delle più celebri big band, come quelle di Duke Ellington e Count Basie
Il brano che andiamo a segnalare è intitolato "Woke Up Clipped" (esecuzione datata 1943) e da esso si può ben percepire lo stile unico di tale virtuoso maestro del sax.
Buon ascolto!



Alla prossima!

martedì 5 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: ALEXANDER'S RAGTIME BAND/WILLIE "THE LION" SMITH

Rieccoci ad un nuovo appuntamento musicale su Scienza e Musica.














Stasera ascoltiamo un noto pezzo, scritto nel 1911 dal grandissimo compositore statunitense Irving Berlin (1888-1989), intitolato "Alexander's Ragtime Band".
Alcune teorie sostengono che, nel comporre la canzone, Berlin si sia ispirato a una vera band popolare in quei tempi a New Orleans, la Alexander's Ragtime Band appunto, che prendeva la denominazione dal suo leader, Alexander Joseph Watzke (conosciuto pure come "King" Watzke o Alex Watzke).
La versione che andiamo a segnalare è quella del pianista jazz Willie "The Lion" Smith (1893-1973), maestro del cosiddetto "stride style", come gli altrettanto magnifici Fast Waller e James Price Johnson.
Buon ascolto!

 

Alla prossima!

lunedì 4 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: GENTLEMAN FRIEND/GEORGE SHEARING & CARMEN MCRAE

Bentornati nella nostra rubrica musicale.




Stasera ascoltiamo un meraviglioso brano eseguito da 2 grandi artisti della musica jazz.
Il pezzo in questione si intitola "Gentleman Friend" (autori Arnold B. Horwitt e Richard Lewine).
I 2 artisti a cui ci riferivano prima sono il grande pianista e compositore George Shearing (1919-2011), e la bravissima cantante Carmen McRae (1922-1994).
La suddetta interpretazione è racchiusa nell'album del 1980 intitolato Two for the Road, nel quale Shearing e la McRae forniscono una propria rivisitazione di alcuni classici del jazz.
Buon ascolto!



Alla prossima!

domenica 3 marzo 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: SNOW ON THE SAHARA/ANGGUN

Ben ritrovati al nostro appuntamento musicale.














Stasera ascoltiamo un noto brano del 1997, ricco di battiti tribali, della cantautrice indonesiana Anggun: "Snow on the Sahara".
La canzone (originariamente in francese) è stata scritta, prodotta e arrangiata da Erick Benzi e successivamente adattata in lingua inglese da Nikki Matheson.
Essa ha rappresentato il singolo di maggior successo in Francia nel 1997 e pure qui in Italia ottenne un buon successo, con 100 mila copie vendute.
Un'ultima piccola nota: nell'omonimo cd "Snow on the Sahara" datato giugno 1997, Anggun propone anche una bella rivisitazione del capolavoro di David Bowie "Life of Mars?".
Buon ascolto!



Alla prossima!

venerdì 1 marzo 2019

ANALISI COMPLESSA: LEMMA DI JORDAN E LEMMI MINORI

Proseguiamo col nostro lungo viaggio inerente all'analisi complessa.
Naturalmente, riportiamo di seguito l'elenco delle puntate precedenti:

- puntata 1: "Primi elementi di analisi complessa: le condizioni di olomorfismo di Cauchy-Riemann";
- puntata 2: "Introduzione all'integrazione complessa";

Pochi giorni fa abbiamo ampiamente introdotto (cliccate qui) la figura del grande matematico francese Camille Jordan.
Tutto ciò è stato fatto anche come premessa all'argomento principale che andremo ad osservare nel presente post: il lemma di Jordan.
Che cosa afferma questo importantissimo lemma?
Consideriamo una funzione f(z) che si annulla all'infinito nel semipiano superiore del piano complesso.
In simboli ciò si può esprimere nella seguente maniera:

con

e dove 

è una semicirconferenza centrata nell'origine e di raggio R, posta nel semipiano superiore.
Sia α un numero reale positivo (α > 0), allora il lemma di Jordan stabilisce che:


Avevo promesso che avrei evitato il più possibile le dimostrazioni in questa serie di spiegazioni, ma dato che non vedremo tantissimi altri concetti in questo post, proporrei di andare a dimostrare il suddetto lemma.
Una dimostrazione peraltro particolarmente accattivante e con una massiccia presenza del pi greco (siamo nel mese di marzo, quindi vicini al pi day; celebriamo questo incredibile simbolo!).

giovedì 28 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: ROSETTA/EARL HINES

Ben ritrovati nella nostra rubrica musicale.
Stasera segnaliamo un grandissimo pianista dell'epoca d'oro del jazz, ovvero Earl "Fatha" Hines (1903-1983).



















Si può senza dubbio affermare che costui, assieme agli altrettanto grandiosi Jelly Roll Morton e James Price Johnson, rappresentò una delle figure fondamentali per lo sviluppo del pianismo jazz.
Il brano che andiamo ad ascoltare è uno dei più noti di Hines, ovvero "Rosetta", registrata per la prima volta dal pianista, assieme alla propria orchestra, il 13 febbraio 1933.
La suddetta composizione diventò successivamente parte, precisamente a partire dal 1976, del musical Bubbling Brown Sugar, il quale include musiche anche di altri straordinari protagonisti della musica jazz, tra cui Duke Ellington, Count Basie, Cab Calloway e Fats Waller.
Ascoltiamo, in particolare, la versione totalmente pianistica di Rosetta, eseguita dallo stesso Hines nel 1939.



Alla prossima!

mercoledì 27 febbraio 2019

CAMILLE JORDAN E LA MISURA DI PEANO-JORDAN

Oggi andiamo a scoprire la figura di un matematico francese molto importante vissuto tra il XIX e il XX secolo.

Il giovane Camille Jordan




















Stiamo parlando di Marie Camille Ennemond Jordan (1838-1922), colui a cui si devono notevoli contributi in disparati ambiti della matematica, tra cui:
  • il teorema della curva di Jordan (in topologia);
  • la forma canonica di Jordan (in algebra lineare);
  • il lemma di Jordan (che sarà l'argomento principale della prossima puntata della nostra serie di post dedicata all'analisi complessa);
  • la misura di Peano-Jordan, che osserveremo nel dettaglio a breve.
Camille Jordan nacque a Lione il 5 gennaio 1838.
Suo padre, Esprit-Alexandre Jordan (1800-1888), era un ingegnere che si era istruito al prestigioso École Polytechnique di Parigi, mentre sua madre, Joséphine Puvis de Chavannes, era la sorella del famoso pittore Pierre Puvis de Chavannes, uno dei maggiori rappresentanti della pittura francese del XIX secolo.

La Fantasia di Pierre Puvis de Chavannes

























La famiglia del padre godeva anch'essa di una buona fama: il prozio del matematico, Ennemond-Camille Jordan (1771-1821), ottenne una rispettabile posizione politica e un cugino, Alexis Jordan (1814-1897), era un celebre botanico.
Inizialmente il nostro Jordan studiò al Lycée de Lyon e al Collège d'Olluins.
Successivamente, come il padre, nel 1855 entrò all'École Polytechnique per intraprendere gli studi di matematica.
Qui, tuttavia, Jordan si assicurò di ottenere importanti conoscenze in campo ingegneristico (lavorò a lungo alla stregua di ingegnere nel corso della sua vita), come molti altri matematici del suo tempo, fra cui il grande Cauchy.
Al politecnico francese Jordan si distinse per ingegno, intuizione, ma soprattutto per l'originalità delle sue notazioni, aspetti che si possono ritrovare in tutta la sua attività di matematico come ben documentato dai propri lavori scientifici.
La conclusione dell'attività di studente di Jordan si realizzò con la magistrale tesi (esaminata da Duhamel, Serret e Puiseux) del 1861, costituita da 2 parti:

1) Sur le nombre des valeurs des fonctions, di carattere algebrico;
2) Sur des periodes des fonctions inverses des intégrales des différentielles algebriques, che riguardava gli integrali della forma ∫ u dz, dove u è una funzione la quale va a soddisfare l'equazione algebrica f (u, z) = 0.

A seguito della discussione della tesi, Jordan continuò a lavorare per un po' di tempo come ingegnere, prima a Privas, poi a Chalon-sur-Saône ed infine a Parigi.
Nel 1862 convolò a nozze con Marie Isabelle Munet, figlia del vicesindaco di Lione, dalla quale ebbe ben 8 figli.
Nel 1873 Jordan divenne esaminatore all'École Polytechnique e, sempre qui, il 25 novembre 1876 gli fu affidata la cattedra di analisi.
Qualche anno dopo, precisamente nel 1883, diventò pure professore al Collège de France e il suo Cours d'analyse de l'École Polytechnique (pubblicato per la prima volta in 3 volumi tra il 1882 e il 1887) si impose come un testo di riferimento in quel periodo.
Come abbiamo già anticipato, Jordan si interessò ad un'ampia gamma di ambiti matematici, a cui apportò significativi contributi, tra cui, per citarne alcuni, la teoria dei gruppi finiti, l'algebra lineare e multilineare, la teoria dei numeri, la topologia dei poliedri, le equazioni differenziali e la meccanica.
Nel 1912 Jordan abbandonò la carriera accademica, tuttavia continuò a dirigere fino alla sua morte il Journal de Mathématiques Pure et Appliquées, fondato nel 1836 da Liouville (incarico che aveva assunto nel 1885).
Il Journal rappresentava uno dei principali giornali di matematica del tempo e giocò una notevole importanza nello sviluppo della matematica del XIX secolo.
Fra gli onori conferiti a Jordan annoveriamo la sua elezione all'Académie des Sciences nel 1881; nel 1890 divenne poi ufficiale della Légion d'honneur.
Fu inoltre presidente onorario del Congresso Internazionale dei Matematici a Strasburgo nel 1920.
Jordan esalò l'ultimo respiro a Parigi il 22 gennaio 1922.
In suo onore sono stati intitolati l'asteroide 25593 Camillejordan e l’Institute Camille Jordan.
Va assolutamente sottolineato che Camille Jordan non deve essere confuso con il geodeta tedesco Wilhelm Jordan (1842-1899), da cui prende il nome il metodo di eliminazione di Gauss-Jordan (di cui abbiamo parlato qui) e con il fisico matematico tedesco Pascual Jordan (1902-1980) a cui si deve l'algebra di Jordan.
Prima di andare a scoprire cosa sia la misura di Peano-Jordan, leggiamo cosa scrive il bravissimo Ian Stewart, nel libro Domare l'infinito, a proposito di Jordan e gruppi (per una prima leggera "infarinatura" sulla nozione matematica di gruppo, vedere qui e qua):

"Il concetto di gruppo fu introdotto esplicitamente per la prima volta nel lavoro di Galois, anche se alcuni primi accenni si trovano nell'opera epica di Ruffini e nelle eleganti ricerche di Lagrange. Nell'arco di un decennio dalla diffusione delle idee di Galois, per opera di Liouville, la matematica poté contare su una teoria dei gruppi ben formata. L'artefice principale di questa teoria fu Camille Jordan, la cui opera in 667 pagine, Traité de substitutions et des équations algébrique, fu pubblicata nel 1870. Jordan sviluppò tutto l'argomento in una maniera sistematica ed esauriente. L'interesse di Jordan per la teoria dei gruppi aveva avuto inizio nel 1867, al tempo in cui ne aveva mostrato in maniera esplicita il profondo collegamento con la geometria, classificando i tipi fondamentali di movimento di un corpo rigido nello spazio euclideo. Un contributo ancora più importante venne dal suo ottimo tentativo di classificare la maniera di combinare questi movimenti in gruppi. Lo stimolo principale gli veniva dal lavoro di Auguste Bravais, che aveva intrapreso uno studio matematico delle simmetrie cristalline, e in particolare del reticolo atomico sottostante. Gli articoli di Jordan generalizzavano le ricerche di Bravais: egli annunciò la sua classificazione nel 1867, e ne pubblicò i particolari negli anni 1868-1869. Dal punto di vista tecnico, Jordan trattava soltanto gruppi chiusi, in cui il limite di qualunque successione di movimenti nel gruppo è anche un movimento nello stesso gruppo. Questi comprendono tutti i gruppi finiti, per ragioni banali, e anche gruppi come tutte le rotazioni di una circonferenza attorno al suo centro. Un tipico esempio di gruppo non chiuso, che non fu preso in considerazione da Jordan, potrebbe essere quello di tutte le rotazioni di una circonferenza attorno al suo centro per multipli razionali di 360°. Questo gruppo esiste, ma non soddisfa la proprietà del limite (perché, per esempio, non include la rotazione per 360 × √2 gradi, dal momento che √2 non è razionale). I gruppi di movimenti non chiusi sono incredibilmente vari e quasi certamente vanno oltre ogni classificazione ragionevole. Quelli chiusi sono trattabili, ma difficili. I principali movimenti rigidi nel piano sono le traslazioni, le rotazioni, le riflessioni e le glissoriflessioni (riflessioni con scorrimento). Nello spazio tridimensionale, incontriamo anche il movimento a vite, come quello di un cavatappi: l'oggetto trasla lungo un asse fissato e simultaneamente ruota attorno allo stesso. Jordan iniziò con i gruppi di traslazioni, e ne elencò 10 tipi, tutti combinazioni di traslazioni continue (di una distanza a piacere) in certe direzioni e traslazioni discrete (per multipli interi di una distanza fissata) in direzioni diverse. Elencò anche i principali gruppi finiti di rotazioni e riflessioni: ciclico, diedrale, tetraedrale, ottaedrale e icosaedrale. Distinse il gruppo O(2) di tutte le rotazioni e riflessioni che lasciano fissa nello spazio una retta, l'asse, e il gruppo O(3) di tutte le rotazioni e riflessioni che lasciano fisso nello spazio un punto, il centro.  In seguito divenne chiaro che il suo elenco era incompleto. Per esempio, Jordan non aveva considerato alcuni dei più particolari gruppi cristallografici nello spazio tridimensionale. Il suo lavoro rappresentò comunque un importante progresso verso la comprensione dei movimenti rigidi euclidei, che sono importanti in meccanica, come anche nel corpus principale della matematica pura. Il libro di Jordan è davvero di vasta portata. Parte dall'aritmetica modulare e i campi di Galois, i quali oltre a fornire esempi di gruppi rappresentano anche il requisito fondamentale per ogni altro argomento contenuto nell'opera. La parte centrale tratta i gruppi di permutazioni, che Jordan chiama sostituzioni. Espone i concetti fondamentali dei sottogruppi normali, cioè quelli usati da Galois per dimostrare che il gruppo di simmetria dell'equazione di 5° grado è incoerente con una soluzione per radicali, e dimostra che questi sottogruppi possono essere usati per scomporre un gruppo generale in parti più semplici. Dimostra che le dimensioni di queste parti non dipendono dal modo in cui è scomposto il gruppo originario. Nel 1889 Otto Hölder migliorò questo risultato, interpretando le parti come gruppi a sé, e dimostrò che la loro struttura di gruppo, non soltanto la loro dimensione, è indipendente dal modo in cui è scomposto il gruppo. Oggi questo risultato è noto come teorema di Jordan-Hölder. Un gruppo è semplice se non si scompone in questo modo. Il teorema di Jordan-Hölder di fatto ci dice che i gruppi semplici hanno con i gruppi generali la stessa relazione che gli atomi hanno con le molecole in chimica. I gruppi semplici sono i costituenti atomici di tutti i gruppi. Jordan dimostrò che il gruppo alternante An, che comprende tutte le permutazioni di n simboli che cambiano un numero pari di coppie di simboli, è semplice per n ≥ 5. Questa è la principale motivazione della teoria di gruppi per cui l'equazione di 5° grado non è risolvibile per radicali."

Dopo questa esemplare spiegazione, la quale ci ha fatto comprendere, senza entrare in un tecnicismo esagerato, i principali contributi di Jordan nell'ambito della teoria dei gruppi, ora avviciniamoci al concetto protagonista del post, ovvero quello di misura (di Peano-Jordan).

martedì 26 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: YOU'VE GOT A FRIEND/CAROLE KING-CELINE DION-SHANIA TWAIN-GLORIA ESTEFAN

Bentornati nella nostra rubrica musicale.

















Stasera ascoltiamo una canzone scritta dalla cantautrice statunitense Carole King nel 1971: "You've Got a Friend".
Ne segnaliamo la versione eseguita dalla stessa King al piano, assieme a 3 straordinarie voci femminili, ovvero quelle di Celine Dion, Shania Twain e Gloria Estefan.
La suddetta esibizione è contenuta nel magnifico concerto VH1 Divas Live del 1998, al quale hanno partecipato, oltre alle cantanti sopracitate, pure le altrettanto grandiose Aretha Franklin e Mariah Carey.
Buon ascolto!



Alla prossima!

lunedì 25 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: THE SHELTERING SKY/RYUICHI SAKAMOTO

Ben ritrovati al nostro appuntamento musicale quotidiano.



















Stasera ascoltiamo un meraviglioso brano di Ryuichi Sakamoto intitolato "The Sheltering Sky" e facente parte della colonna sonora dell'omonimo film di Bernardo Bertolucci del 1990 (in italiano noto come Il tè nel deserto).
La versione del pezzo che andiamo a segnalare è quella presente nell'album 1996 (datato ovviamente 1996) dello stesso Sakamoto, nel quale questo viene interpretato da un trio: Sakamoto al pianoforte, Jaques Morelenbaum al violoncello e David Nadien al violino.
 


Alla prossima!

domenica 24 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: HIS EYE IS ON THE SPARROW/LAURYN HILL & TANYA BLOUNT

Bentornati nella nostra rubrica musicale.












Stasera ascoltiamo un noto inno gospel composto nel 1905 da Charles H. Gabriel, con testo di Civilla D. Martin: "His Eye Is On The Sparrow".
Ne esistono naturalmente innumerevoli versioni; qui segnaliamo quella arrangiata per il film del 1993 Sister Act 2 ed interpretata dalle bellissime voci di Lauryn Hill e Tanya Blount.
Buon ascolto!



Alla prossima!

sabato 23 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: CLOSE TO YOU/STEVE TYRELL

Bentornati nella nostra rubrica musicale.












Stasera proponiamo un bel pezzo scritto nientemeno che da Burt Bacharach e Hal David, ovvero "Close to You".
La bellissima registrazione originale è stata affidata al noto gruppo the Carpenters nel 1970 (potete ascoltarla cliccando qui).
Ma siccome qui siamo soliti segnalare spesso interpretazioni differenti dagli originali, ascoltiamoci pure l'ottima cover del cantante jazz Steve Tyrell, nel bel cd Back to Bacharach datato 2008.



Alla prossima!

mercoledì 20 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: SOMEWHERE ALONG THE WAY/BETTE MIDLER

Ben ritrovati al nostro appuntamento musicale quotidiano.




















Stasera ci deliziamo con un bellissimo brano intitolato "Somewhere Along The Way", originariamente registrato dall'eccezionale Nat King Cole nel 1952 (cliccate qui per ascoltare tale versione).
Segnaliamo però anche la bellissima interpretazione fornita dalla nota cantante, oltre che bravissima attrice, Bette Midler, nel divertente film del 1997 That Old Feeling, accompagnata dal pianista jazz Tommy Flanagan.
Buon ascolto!

  

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martedì 19 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: BURNING LOVE/ELVIS PRESLEY

Bentornati nella nostra rubrica musicale.




















Stasera entriamo in un'atmosfera rock & roll con il re di tale genere, ossia Elvis Presley (1935-1977).
Il brano selezionato è "Burning Love", originariamente inciso dal cantante country statunitense Arthur Alexander nel 1972 e coverizzato, nello stesso anno, da Elvis.
Trattasi di uno degli ultimi veri successi della carriera del cantante, infatti Burning Love è stata la sua più importante hit dai tempi di Suspicious Minds (canzone del 1969).
Buon ascolto!



Alla prossima!

lunedì 18 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: HUNGARIAN DANCE NO.1 (BRAHMS)/NEMANJA RADULOVIC

Bentornati nel nostro appuntamento musicale quotidiano.














Stasera restiamo sulla musica classica, andando ad ascoltare una meravigliosa composizione del tedesco Johannes Brahms (1833-1897): la "Danza ungherese N.1".
Essa rappresenta appunto la prima tra le 21 danze ungheresi scritte da Brahms tra il 1852 e il 1869.
Originariamente tali composizioni sono state pensate per esecuzioni di pianoforte a 4 mani, ma successivamente ne furono creati innumerevoli arrangiamenti per i più disparati strumenti o addirittura per intere orchestre.
La versione che segnaliamo è quella del bravissimo violinista serbo Nemanja Radulovic, il quale ne fornisce un'interpretazione davvero particolarissima, accompagnato dalla pianista francese Laure Favre-Kahn e dal gruppo musicale dello stesso Radulovic denominato Les Trilles Du Diable.
Buon ascolto!



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domenica 17 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: DER HÖLLE RACHE (MOZART)/LUCIA POPP

Bentornati nella nostra rubrica musicale.
























Scusandomi per l'assenza di ieri, stasera ascoltiamo uno dei brani d'opera più noti in assoluto: "Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen", detta comunemente "Aria della Regina della Notte, dal Flauto magico (K 620), opera in 2 atti del 1791 di Mozart.
Oltre ad essere una delle arie più famose di sempre, è anche tra le più ardue per qualsivoglia soprano, una vera "aria di bravura" insomma!
Segnalo qui quella che, a mio giudizio, è la versione migliore mai registrata in quanto a potenza ed estrema pulizia vocale, ovvero l'esecuzione, risalente al 1969, della magnifica soprano slovacca Lucia Popp (1939-1993).
Buon ascolto!



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venerdì 15 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: SACRIFICE/LISA GERRARD & PIETER BOURKE

Ben ritrovati nella nostra rubrica musicale.














Stasera ascoltiamo la particolarissima voce della cantante australiana Lisa Gerrard, in collaborazione col compositore, percussionista e ingegnere del suono australiano Pieter Bourke.
Il brano selezionato, datato 1998, è intitolato "Sacrifice" e ha fatto parte della colonna sonora del film del 1999 The Insider, con Russell Crowe e Al Pacino.
La voce della Gerrard (contralto, ma capace di raggiungere pure il range tipico da mezzosoprano) è sicuramente profonda, scura, ricca e ben riconoscibile.
Non resta che deliziarci per quasi 8 minuti con questo singolare e bellissimo brano:



Alla prossima!

giovedì 14 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: MINNIE THE MOOCHER/ROBBIE WILLIAMS

Bentornati nella nostra rubrica musicale.




















Stasera ascoltiamo la rivisitazione di un classico del jazz, ovvero "Minnie the Moocher", registrato originariamente da Cab Calloway (1907-1994) nel 1931.
Il brano venne peraltro introdotto, nel 1999, nella Grammy Hall of Fame.
Ma chi diavolo è Minnie "La scroccona" che viene citata nella suddetta composizione?
Un articolo datato 22 novembre 1951 del magazine Jet spiega l'origine della denominazione (precisiamo che il nome Minnie compare anche in altre canzoni dello stesso Calloway):

"Minnie "The Moocher" has died. She was a familiar figure In downtown Indianapolis. A 82-year-old woman whose real name was Minnie Gayton, she acquired the quaint nickname of "The Moocher" by regularly begging food from grocers and carting it off in a baby buggy. She slept in doorways, on porches and in garages. During the record-breaking blizzard, her body was found on a porch, blanketed with snow. She died from exposure."

Naturalmente si consiglia caldamente l'ascolto del brano eseguito dallo stesso Cab Calloway (ce ne sono tante ottime diverse interpretazioni nel corso degli anni da parte sua, come QUESTA), ma qui segnaliamo invece la relativamente recente (2013) cover fatta dal noto cantautore britannico Robbie Williams, il quale ha saputo rendere un giusto tributo a un brano così importante.
Buon ascolto!



Alla prossima!

mercoledì 13 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: VILJA LIED (LEHÁR)/INGEBORG HALLSTEIN

Ben ritrovati al quotidiano appuntamento musicale su Scienza e Musica.























Stasera ascoltiamo uno dei brani più celebri tratti dalla bellissima operetta La Vedova Allegra di Franz Lehár (1870-1948), datata 1905: il "Vilja Lied" (in italiano "Romanza della Vilja") dal 2° atto.
L'interpretazione che vi verrà proposta è quella della a dir poco superlativa soprano Ingeborg Hallstein, di cui ho già parlato in un post sul blog Al Tamburo Riparato.
Buon ascolto!



Alla prossima!

martedì 12 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: LOVE IS ON THE WAY/BILLY PORTER-CELINE DION

Bentornati nella nostra rubrica musicale.
Stasera segnaliamo un brano che fa parte della colonna sonora del film del 1996 Il club delle prime mogli: "Love Is On The Way".
La versione originale è quella del cantante e attore statunitense Billy Porter, che potete ascoltare qui di seguito:



Non posso tuttavia esimermi dal segnalare pure l'ottima cover che ne fece Celine Dion nel famoso album (un album praticamente perfetto, oltre che uno dei più venduti della storia) Let's Talk About Love del 1997:



Un particolare da notare è poi il seguente: così come Celine coverizzò il suddetto brano di Billy Porter, costui coverizzò successivamente una canzone della cantante canadese, precisamente "Only One Road" (datata 1993).
Una vera e propria condivisione di pezzi magistrali da parte di 2 incredibili artisti.
Visto che ormai l'abbiamo citato, guardiamo anche una straordinaria interpretazione live di Only One Road da parte della Dion:



Alla prossima!

lunedì 11 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: HELLO/DIMASH KUDAIBERGEN

Ben ritrovati nella nostra rubrica musicale.
Dopo la "pausa sanremese" (durante la quale abbiamo prontamente risposto con una playlist di incredibili esibizioni vocali live), non c'è modo migliore di ricominciare la nostra serie di post se non con un vero talento dei giorni odierni: il cantante e polistrumentista kazako Dimash Kudaibergen.














La sua estensione vocale è stata stimata di ben 6 ottave, ma la cosa più incredibile è la facilità con cui riesce a passare da un registro vocale ad un altro, per esempio da quello da tenore a quello da soprano!
Se non l'avete mai ascoltato, probabilmente la prima volta vi lascerà letteralmente increduli e a bocca aperta.
Tra le sue ispirazioni musicali egli cita i seguenti nomi (artisti con la "A" maiuscola): Michael Jackson, Celine Dion, Lara Fabian e Luciano Pavarotti.
Non sarebbe così azzardato piazzarlo già in questo "olimpo delle voci"; l'unica cosa che davvero gli manca rispetto ai sopracitati artisti è una vera discografia, che naturalmente speriamo si arricchisca molto presto.
In ogni caso i video delle esibizioni live di Dimash sono già pietre miliari della musica, considerando a maggior ragione ciò che la musica "popolare" attuale propone in generale...
Il video che vi segnalo per l'occasione è quello della sua esibizione del noto brano di Lionel Richie, datato 1983, intitolato "Hello".



Oltre a questo, mi fa piacere segnalare la recentissima prima esibizione di Dimash negli Stati Uniti, in particolare nel tv show "The World's Best", nel quale ha interpretato un magnifico brano in lingua francese, ovvero "S.O.S D'un Terrien En Détresse", prendendo il massimo dei voti dai 3 giudici americani:



Alla prossima!

martedì 5 febbraio 2019

THE BEST LIVE VOCAL PERFORMANCES EVER

Interrompiamo per oggi la nostra quotidiana rubrica musicale, per fare qualcosa di diverso.












Stasera incomincia l'edizione 2019 del Festival di Sanremo, il quale, specialmente negli ultimi anni, non ha regalato (a parte pochissime eccezioni, che si possono contare sulle dita di una mano) nulla che si possa davvero definire musica di alta qualità.
Proviamo allora qui, prima di procedere all'ascolto (volontario o involontario) dei brani sanremesi, a fornire un'asticella per le performance vocali live, qualcosa a cui riferirsi quando si ascolta una qualsivoglia canzone eseguita dal vivo.
Questa asticella la poniamo altissima (o meglio, non superabile, ma neanche sfiorabile asintoticamente, dato ciò che il panorama musicale italiano propone ultimamente).
Ho raccolto infatti in una playlist youtube (attualmente conta 51 video, ma verrà ampliata col tempo) le migliori performance vocali mai realizzate dal vivo su un palco (o comunque, in registrazione one-take), indipendentemente dal genere musicale.
Qualcuna di tali performance è stata già segnalata o sarà approfondita presto nella nostra quotidiana rubrica, molte altre sono totalmente inedite per questo blog.
Cito alcuni nomi dei protagonisti della suddetta playlist, giusto per farvi capire subito a cosa mi riferivo quando parlavo di asticella insuperabile: Sarah Vaughan, Ingeborg Hallstein, Dimash Kudaibergen, Ella Fitzgerald, Barbra Streisand, Celine Dion, Maria Callas, Frank Sinatra.
Non mancano alcune tra le pochissime interpreti italiane che meritano un inserimento: Mina, Anna Oxa, Giorgia (di quest'ultima un'esibizione nel Festival di Sanremo 1995).
Spero che vi aiuti ad affrontare in maniera maggiormente critica l'ascolto, non solo del Festival di Sanremo di stasera, ma della musica eseguita dalla voce umana in generale!


lunedì 4 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: HOW DEEP IS YOUR LOVE/BEE GEES

Bentornati nella nostra rubrica musicale.














Stasera ascoltiamo una vera pietra miliare del famoso gruppo britannico Bee Gees, ovvero il brano "How Deep Is Your Love", pubblicato nel settembre 1977 e facente parte della colonna sonora del film La febbre del sabato sera (Saturday Night Fever).
La canzone vinse peraltro un Grammy Award, per la miglior performance pop da parte di un gruppo, nell'anno successivo.
Buon ascolto!



Alla prossima!

domenica 3 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: YOU RAISE ME UP/SECRET GARDEN

Rieccoci ad un nuovo appuntamento musicale su Scienza e Musica.

















Stasera ascoltiamo un meraviglioso brano, datato 2002, intitolato "You Raise Me Up".
La versione che segnaliamo è quella originale (probabilmente insuperabile), dovuta al duo strumentale irlandese/norvegese Secret Garden, assieme al cantautore irlandese Brian Kennedy.
Buon ascolto!



Alla prossima!

sabato 2 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: GOODBYE, WORLD, GOODBYE/STAN WHITMIRE

Ben ritrovati nella nostra rubrica musicale!














Visto che si è fatto tardi, passiamo immediatamente alla presentazione del brano e all'ascolto: "Goodbye, World, Goodbye", un classico gospel, ottimamente interpretato dal pianista statunitense Stan Whitmire.



Alla prossima!

venerdì 1 febbraio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: DANCING/ELISA

Ben ritrovati al nostro appuntamento musicale.
Stasera passiamo alla musica italiana, che proprio italiana non è!




















Infatti il brano selezionato (in lingua inglese), datato 2002, è "Dancing"di Elisa Toffoli, il quale ha fatto peraltro da colonna sonora al film A Time for Dancing.
Un pezzo tecnicamente davvero non semplice, decisamente intenso, scritto ed interpretato da una delle pochissime cantanti italiane degne (ancora) di nota.
Trattasi dunque di una vera perla nel desolante (direi anche vergognoso) panorama della composizione musicale mainstream compiuta in Italia nel millennio in cui ci troviamo, panorama costituito per lo più da stupide e musicalmente blande canzonette (eseguite da mediocri cantanti) e da rap/trap, specialmente negli ultimissimi anni.
Buon ascolto!



Alla prossima!

giovedì 31 gennaio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: A WHOLE NEW WORLD/JACK JEZZRO

Bentornati nella nostra rubrica musicale.














Stasera ascoltiamo uno dei brani più celebri tra le colonne sonore dei film Disney, ovvero "A Whole New World", tratto precisamente dal film d'animazione Aladdin del 1992.
Il suddetto pezzo si aggiudicò peraltro il Premio Oscar nel 1993.
La versione che segnaliamo è decisamente particolare, ma stupenda: trattasi di una rivisitazione in chiave lounge jazz da parte del chitarrista Jack Jezzro, assieme ad altri musicisti (spicca un ottimo sax, di cui purtroppo non si conosce il nome).
Buon ascolto!



Alla prossima!

martedì 29 gennaio 2019

IL VALORE PRINCIPALE DI CAUCHY

Andiamo avanti col nostro viaggio all'interno dell'analisi complessa.
Come al solito, riportiamo l'elenco delle puntate precedenti, che è sempre bene tener presente al fine di una comprensione ottimale di quanto vedremo tra poco:

- puntata 1: "Primi elementi di analisi complessa: le condizioni di olomorfismo di Cauchy-Riemann";
- puntata 2: "Introduzione all'integrazione complessa";

Bene, è giunto il momento di scoprire brevemente un altro concetto legato al nome di Cauchy, il quale, come abbiamo avuto modo di constatare man mano, è stato un grandissimo protagonista nell'ambito dell'analisi complessa.
Diciamo innanzitutto che talvolta un polo isolato risulta direttamente sul contorno di un'integrazione e ciò fa sì che l'integrale diverga.
Volete un semplice esempio?
Eccolo:

Il suddetto integrale reale risulta divergente a causa della singolarità logaritmica in x = 0.
D'altronde l'integrale indefinito di 1/x è ln x.
Tuttavia, l'integrale riportato può assumere significato se otteniamo una forma convergente quando lo rimpiazziamo con un limite della forma

Al fine di evitare problemi col logaritmo dei valori negativi di x, modifichiamo la variabile nel 1° integrale come y = - x; allora i due integrali avranno rispettivamente i valori
  • ln δ - ln a
  • ln b - ln δ
che sommati forniscono ln b - ln a.
Quello che è accaduto è che l'incremento verso +∞ (come la funzione 1/x si avvicina a 0 dai valori positivi di x) risulta compensato da una decrescita verso -∞ (come 1/x si avvicina a 0 dalle x negative).
Tale situazione è illustrata dalla seguente figura:




















ATTENZIONE: la procedura effettuata non rende l'integrale originario






convergente.
Per far in modo che esso converga, sarebbe infatti necessario che






esista (il che significa che tale limite avrebbe valore unico) quando δ₁ e δ₂ si avvicinano a 0 in maniera indipendente fra loro.
Tuttavia, diverse "velocità" di avvicinamento a 0 da parte di δ₁ e δ₂ causerebbero un cambiamento nel valore dell'integrale.
Per esempio, se δ₂ = 2δ₁, allora una valutazione simile a






restituirebbe il risultato:




Il limite non avrebbe perciò un valore definito, confermando la nostra affermazione iniziale che l'integrale diverge.
Generalizzando, andiamo a definire il cosiddetto valore principale di Cauchy dell'integrale reale di una funzione f(x), con una singolarità isolata sul cammino di integrazione nel punto x₀, come il limite






Il valore principale di Cauchy viene normalmente designato precedendo il segno di integrale con la lettera P (o P.V.) oppure tracciando una linea orizzontale lungo il segno dell'integrale.
Andando più nello specifico, in base al dominio di integrazione e al tipo di singolarità della funzione integranda, il valore principale è definito nei seguenti modi:
  • per un integrale doppiamente infinito:




  • se la funzione integranda ha una singolarità in c ∈ ]a,b[, allora:





  • se l'integrale è doppiamente infinito e la funzione integranda ha una singolarità in c ∈ ]a,b[, allora:





Vediamo un semplice esempio.

lunedì 28 gennaio 2019

ONE GOOD PIECE OF MUSIC EVERY DAY: LOVE STORY/RICHARD CLAYDERMAN

Bentornati al nostro quotidiano appuntamento musicale.




















Stasera segnaliamo una celebre colonna sonora, vincitrice di un premio Oscar nel 1971: il Main Theme dal film Love Story, scritto da Francis Lai (1932-2018).
La versione che ascolteremo è quella del pianista francese Richard Clayderman, noto interprete di musica "easy listening".
Buon ascolto!



Alla prossima!