Tutti quanti conoscono i globuli rossi (detti anche eritrociti o emazie), cellule del sangue che provvedono a trasportare l'ossigeno dai polmoni verso i tessuti del corpo umano, e pure al trasporto di parte dell'anidride carbonica dai tessuti ai polmoni, per consentirne l'eliminazione (cioè l'espulsione verso l'esterno).
Ciò che però permette ai globuli rossi di portare tranquillamente, durante il loro viaggio, l'ossigeno è una particolare proteina, chiamata emoglobina, che svolge il ruolo di collante per gli atomi di ossigeno.
Dunque, andremo ad analizzare le caratteristiche e le peculiarità di tale straordinaria proteina.
Due vecchi compagni di scuola, Luis e Antonio, si incontrano e cominciano a parlare di come è andata la loro vita e delle rispettive professioni.
Uno di loro, Luis, è divenuto uno studioso di statistica, esperto nel riconoscere le tendenze generali che si manifestano nei sistemi sociali, costituiti da numerosi elementi (per esempio, i movimenti di una popolazione).
Per far sì che Antonio riesca a comprendere meglio di cosa lui si occupi, Luis gli mostra un articolo che aveva lì con sé, nel quale viene descritta una distribuzione gaussiana, e prova a spiegargli i simboli usati per indicare la media della popolazione, la popolazione reale, ecc.
Antonio, che non ha una grande formazione scientifica alle spalle, rimane un tantino perplesso e inizia a sospettare che il suo vecchio amico lo stia prendendo in giro.
"Come puoi sapere queste cose?" chiede.
E rincara la dose con l'interrogativo: "E che simbolo è questo?".
Al che Luis risponde "Oh! Questo è π".
"E cosa rappresenta?" prosegue Antonio. "Il valore che si ottiene dividendo la lunghezza di una circonferenza per il suo diametro" è la chiara risposta di Luis.
Ma Antonio è ancor più incredulo, tanto da asserire: "Ora sì che hai esagerato; cosa diavolo ha a che vedere la popolazione con la lunghezza di una circonferenza?".
Quella appena raccontata è una storiella frutto della mente del fisico ungherese, naturalizzato statunitense, Eugene Wigner, insignito del premio Nobel per la Fisica nel 1963 per "i suoi contributi alla teoria del nucleo atomico e delle particelle elementari, in particolare mediante la scoperta e l'applicazione di fondamentali principi di simmetria".
Il protagonista della vicenda appena narrata è il numero 3.14159...., il cui simbolo è l'inconfondibile π, che designa probabilmente l'emblema stesso della Matematica.
Sin da piccoli, a scuola, ci imbattiamo in questo "magico" numero irrazionale quando ci viene descritta la formula della lunghezza di una circonferenza o dell'area di un cerchio (a tal proposito, vi consiglio caldamente di guardare il seguente superlativo video).
Con il proseguire degli studi, lo ritroviamo nella geometria solida (per esempio, nell'equazione descrivente il volume di una sfera), nella goniometria e trigonometria, nell'analisi, nella statistica, nella fisica e così via (potete constatarlo nel post "Una galleria di formule dedicata a pi greco"). Pi is everywhere!
Infatti, rappresenta persino il titolo di una canzone di Kate Bush e il nome di un profumo di Givenchy.
Ma pi greco, oltre ad essere fondamentale in ambito scientifico, possiede anche una storia affascinante.
Andremo dunque, per celebrarlo in vista del Pi Day (14 marzo), ad analizzare le vicende ad esso legate e indagare sui principali protagonisti che hanno portato alla sua scoperta e alla sempre maggiore conoscenza delle sue infinite cifre.
E' da pochi giorni uscito il Carnevale della Fisica n.40, su GruppoLocale.it, con uno splendido tema: "Fisica ed Arte".
Il testimone passerà poi al blog Il poliedrico, che ospiterà il Carnevale della Fisica n.41, il 30 marzo, con la seguente tematica: "La Fisica e la saggezza contadina"(partecipate!). Cliccate qui per la prima call for papers dell'edizione n.41.
Esattamente un mese dopo toccherà nientemeno che al blog Scienza e Musica rendersi "dimora" per questa splendida iniziativa.
Consonanza e dissonanza sono 2 parole molto significative in ambito musicale.
Come sottolineato più volte in questo blog, la musica non è una disciplina isolata, scollegata dalle altre: è bensì il frutto della mente umana che più di tutti riesce a collegare scienza ed arte, razionalità e irrazionalità.
Ecco perché non ci si deve stupire se rinveniamo, nella storia, degli scienziati musicisti, come William Herschel (l'astronomo che scoprì il pianeta Urano), o che comunque dedicarono parte della loro vita a ricerche rigorose relative alla musica.
Tra essi vi è anche il fisico tedesco Hermann von Helmholtz (1821-1894).
Parleremo fra poco della sua vita e delle sue ricerche in campo musicale, specialmente in merito alla dissonanza.
Prima di tutto, però, introduciamo tale argomento.
Come ben noto, il personaggio di Dracula fu introdotto dall'irlandese Bram Stoker nell'omonimo romanzo datato 1897.
Probabilmente, il più famoso dei "mostri letterari" è ispirato ad un personaggio vissuto realmente, Vlad III di Valacchia (1431-1476), detto "l'impalatore" poiché era solito praticare l'impalamento per torturare i suoi nemici e dissidenti.
Nel libro, uno dei metodi (il quale poi diventerà ricorrente nelle varie trasposizioni letterarie e cinematografiche) che vengono utilizzati per tenere lontano i vampiri (e specialmente Dracula) è l'utilizzo di una collana d'aglio, il cui odore pungente risulta capace di scacciarli via!
Qui andremo dunque ad analizzare brevemente la Chimica dell'aglio!
Fisico (con laurea magistrale in fisica teorica) e blogger scientifico. Mi piace divulgare la scienza e la matematica, e renderle il più possibile comprensibili e divertenti al lettore. Sono un vero appassionato di buona musica, in particolare classica e jazz. Ho anche una passione per alcune tipologie di videogames, dove ho detenuto alte posizioni nelle classifiche europee/mondiali, oltre che sviluppato miei innovativi "theorycrafts".