La bellezza designa uno di quei caratteri del mondo che la scienza non è in grado di definire con precisione, in quanto non rappresenta una grandezza "misurabile fisicamente" come la lunghezza, la massa, il tempo e così via.
La bellezza è una caratteristica per lo più di natura soggettiva, anche se, certamente, sussistono pure parametri oggettivi per valutarla.
Se focalizziamo la nostra attenzione, ad esempio, sulla Musica, è si vero che ognuno di noi ha una propria preferenza di genere o di artista, però sussiste anche un lato oggettivo della faccenda, dato che la Musica è un insieme di onde sonore descritte da apposite leggi della Fisica.
A livello strutturale (pertanto oggettivo) non c'è confronto tra, per esempio, il Concerto per Pianoforte e Orchestra n.2 di Rachmaninov
e "il pulcino Pio" (no, mi dispiace, non lo riporto poiché non è degno di questo blog!).
Eppure, nonostante la disparità colossale tra un capolavoro di composizione e una canzoncina costituita da uno stesso ritornello iterato numerosissime volte, senza variazioni significative, il pulcino Pio risulta maggiormente apprezzato e conosciuto ai più rispetto al Concerto di Rachmaninov (d'altronde in radio e in tv la Musica di Rachmaninov non c'è praticamente mai)!
Paradossale (un po' come i paradossi di cui abbiamo parlato qui), ma d'altronde, come stabilisce il detto popolare: "non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace"!
Nonostante i problemi che scaturiscono nel parlare del concetto di bellezza, essa si può comunque trattare da un punto di vista scientifico.
Basta considerare, ad esempio, che quando le donne si truccano per farsi belle utilizzano non altro che prodotti chimici.
Ergo, la scienza ha un suo posto di rilievo in merito alla bellezza.
Andremo dunque ad analizzare alcune questioni relative alla tematica "La Chimica della Bellezza", ma anche inerenti al tema speculare "La Bellezza della Chimica"!
mercoledì 14 novembre 2012
mercoledì 7 novembre 2012
NEPERO E LA STORIA DEI LOGARITMI
I logaritmi, fondamentali nozioni matematiche, sono il frutto della mente e degli studi del matematico scozzese John Napier, italianizzato in Giovanni Nepero.
Ci avventureremo dunque all'interno dell'interessante storia dei logaritmi, soffermandoci anche sulla vita di Napier.
Prima di compiere tale escursione, illustriamo brevemente (specialmente per il lettore che non conosce o non ricorda precisamente cos'è un logaritmo) che cos'è effettivamente un logaritmo e le sue proprietà chiave.
Immaginate di avere un numero elevato ad una certa potenza.
Prendiamo, ad esempio, 10², che non è altro che 100.
Se considerassimo il noto meccanismo di radice quadrata, la radice quadrata di 100 non è altro che il numero che elevato all'esponente 2 fornisce 100, cioè 10.
Il concetto di logaritmo (dal greco logos = "ragione", "rapporto" e arithmos = "numero") è abbastanza similare a quello di radice quadrata.
Il logaritmo, però, non ci restituisce il numero di partenza a cui abbiamo applicato la potenza, bensì l'esponente.
Ci avventureremo dunque all'interno dell'interessante storia dei logaritmi, soffermandoci anche sulla vita di Napier.
Prima di compiere tale escursione, illustriamo brevemente (specialmente per il lettore che non conosce o non ricorda precisamente cos'è un logaritmo) che cos'è effettivamente un logaritmo e le sue proprietà chiave.
Immaginate di avere un numero elevato ad una certa potenza.
Prendiamo, ad esempio, 10², che non è altro che 100.
Se considerassimo il noto meccanismo di radice quadrata, la radice quadrata di 100 non è altro che il numero che elevato all'esponente 2 fornisce 100, cioè 10.
Il concetto di logaritmo (dal greco logos = "ragione", "rapporto" e arithmos = "numero") è abbastanza similare a quello di radice quadrata.
Il logaritmo, però, non ci restituisce il numero di partenza a cui abbiamo applicato la potenza, bensì l'esponente.
giovedì 25 ottobre 2012
LA FISICA E LE RANE: LUIGI GALVANI
La storia della Fisica è assai ricca di singolari protagonisti e bizzarre vicende.
Tra queste troviamo sicuramente gli esperimenti del fisico e fisiologo italiano Luigi Galvani.
Cosa avranno di così particolare?
Beh, se vi dicessi che tali esperimenti riguardano ovviamente la Fisica (e specialmente l'elettromagnetismo), ma anche le rane, potreste rimanere alquanto perplessi.
Cosa diavolo hanno a che spartire tali piccoli anfibi con l'elettromagnetismo?
Giungeremo presto alla risposta.
Innanzitutto addentriamoci nella biografia del nostro protagonista!
Tra queste troviamo sicuramente gli esperimenti del fisico e fisiologo italiano Luigi Galvani.
Cosa avranno di così particolare?
Beh, se vi dicessi che tali esperimenti riguardano ovviamente la Fisica (e specialmente l'elettromagnetismo), ma anche le rane, potreste rimanere alquanto perplessi.
Cosa diavolo hanno a che spartire tali piccoli anfibi con l'elettromagnetismo?
Giungeremo presto alla risposta.
Innanzitutto addentriamoci nella biografia del nostro protagonista!
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venerdì 19 ottobre 2012
CHIMICA E STORIA DEGLI ORMONI
Di ormoni abbiamo brevemente parlato nel post "Uno steroide importante: il cortisone".
Ora approfondiamo un po' il discorso!
Ognuno di noi può esser visto come il risultato dell'azione degli ormoni.
Tali sostanze chimiche determinano infatti numerose questioni come:
Le molecole di un ormone vengono secrete da cellule regolatrici, cioè in grado di rilevare certe variazioni nel proprio ambiente e liberare conseguentemente l'ormone.
Quest'ultimo, poi, si diffonde attraverso un mezzo fluido (aria, acqua, sangue o liquido extracellulare), manifestando la sua azione su una o più cellule bersaglio, le quali recepiscono l'ormone designato e, come risposta, tendono a intraprendere un'attività cellulare atta ad aiutare l'organismo ad adattarsi al mutamento di partenza.
Ciascuna cellula bersaglio contiene dei recettori, ovvero delle proteine dalla forma particolare, ognuna complementare alla forma di un dato ormone.
Questi recettori sono situati a volte nel citoplasma o nel nucleo cellulare, altre volte nella membrana plasmatica, ovvero sulla superficie della cellula.
Alla stregua di una chiave che viene immessa nella corrispondente serratura, quando un ormone si lega ad un recettore, ne consegue che la forma del recettore cambia.
Ora approfondiamo un po' il discorso!
Ognuno di noi può esser visto come il risultato dell'azione degli ormoni.
Tali sostanze chimiche determinano infatti numerose questioni come:
- la quantità di cibo che ingeriamo ogni giorno, ovvero il nostro peso corporeo;
- il ritmo della nostra crescita durante l'infanzia e l'adolescenza;
- il fatto di essere in uno stato di buono o cattivo umore;
- la concentrazione dei sali e del glucosio nel sangue e tantissime altre cose.
Le molecole di un ormone vengono secrete da cellule regolatrici, cioè in grado di rilevare certe variazioni nel proprio ambiente e liberare conseguentemente l'ormone.
Quest'ultimo, poi, si diffonde attraverso un mezzo fluido (aria, acqua, sangue o liquido extracellulare), manifestando la sua azione su una o più cellule bersaglio, le quali recepiscono l'ormone designato e, come risposta, tendono a intraprendere un'attività cellulare atta ad aiutare l'organismo ad adattarsi al mutamento di partenza.
Ciascuna cellula bersaglio contiene dei recettori, ovvero delle proteine dalla forma particolare, ognuna complementare alla forma di un dato ormone.
Questi recettori sono situati a volte nel citoplasma o nel nucleo cellulare, altre volte nella membrana plasmatica, ovvero sulla superficie della cellula.
Alla stregua di una chiave che viene immessa nella corrispondente serratura, quando un ormone si lega ad un recettore, ne consegue che la forma del recettore cambia.
mercoledì 10 ottobre 2012
RUSSELL E IL BARBIERE, IL DILEMMA DEL COCCODRILLO E ALTRI SIMPATICI PARADOSSI!
Paradosso significa letteralmente "oltre l'opinione comune".
Nella vita quotidiana ci capita spesso di imbatterci in situazioni che definiamo paradossali poiché determinano un senso di stupore.
Giusto per fare un esempio, il presentarsi di una persona alle audizioni di un talent show canoro, essendo "stonata come una campana".
Può risultare infatti paradossale un'esibizione come la seguente:
in un contesto costituito da (straordinarie) esibizioni come le seguenti:
Oppure, sempre rimanendo in ambito musicale, può risultare paradossale (in tal caso in senso positivo) interpretare un brano "serioso" come la Sinfonia n.5 di Beethoven alla stregua di una salsa:
o un valzer di Strauss alla stregua di un cha cha cha:
Cambiando prospettiva, in Fisica vi sono numerosissimi paradossi; solo per citarne alcuni, quello del gatto di Schrödinger, quello del diavoletto di Maxwell, quello dei gemelli, quello di Olbers e così via.
Ma il termine paradosso assume il suo significato più suggestivo nel campo della logica.
Nella vita quotidiana ci capita spesso di imbatterci in situazioni che definiamo paradossali poiché determinano un senso di stupore.
Giusto per fare un esempio, il presentarsi di una persona alle audizioni di un talent show canoro, essendo "stonata come una campana".
Può risultare infatti paradossale un'esibizione come la seguente:
in un contesto costituito da (straordinarie) esibizioni come le seguenti:
Oppure, sempre rimanendo in ambito musicale, può risultare paradossale (in tal caso in senso positivo) interpretare un brano "serioso" come la Sinfonia n.5 di Beethoven alla stregua di una salsa:
o un valzer di Strauss alla stregua di un cha cha cha:
Cambiando prospettiva, in Fisica vi sono numerosissimi paradossi; solo per citarne alcuni, quello del gatto di Schrödinger, quello del diavoletto di Maxwell, quello dei gemelli, quello di Olbers e così via.
Ma il termine paradosso assume il suo significato più suggestivo nel campo della logica.
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