martedì 17 gennaio 2012

MOLECOLE NARCOTIZZANTI: CLOROFORMIO ED ETERE

La Chimica fa parte della nostra quotidianità: siamo letteralmente circondati da sostanze chimiche.
Non potremmo vivere senza la Chimica!
Ma qual è il ruolo della Chimica nell'indurci il sonno, o meglio, quali sostanze sono in grado di anestetizzarci?
In questa sede ne scopriremo 2: il cloroformio e l'etere.
Il cloroformio è una sostanza nota anche con l'appellativo "anestetico della regina", in quanto la regina Vittoria fu la prima sovrana a partorire sotto l'effetto di anestesia, appunto mediante l'uso del cloroformio.
L'ottavo figlio della regina, il principe Leopoldo, nacque infatti nel 1853, dopo che il medico di corte, John Snow, aveva fatto inalare alla "queen" del cloroformio da un fazzoletto che ne era imbevuto.
La regina rimase così soddisfatta al punto da richiedere anche per il parto successivo il suddetto composto.
Chi scoprì il cloroformio?
La cosa buffa è che lo scoprirono 3 scienziati indipendentemente l'uno dall'altro nel 1831:

1) il chimico francese Eugène Soubeiran;
2) il fisico americano Samuel Guthrie;
3) il chimico tedesco Justus von Liebig.

Poi, nel 1834, il chimico francese Jean-Baptiste Dumas ottenne la nuova sostanza facendo reagire l'acido acetico (CH3COOH) con il cloro, e la denominò appunto "cloroformio".
La formula bruta del cloroformio è: CHCl3.
Assomiglia quindi a quella del metano (CH4): è come considerare 3 atomi di idrogeno del metano sostituiti da 3 atomi di cloro.
Sicché la formula di struttura sarà questa:














Preso a temperatura ambiente, il cloroformio è un liquido trasparente, dall'odore caratteristico e non infiammabile (a patto che non venga mischiato ad altri composti infiammabili).
Tuttavia, queste non costituiscono le sue caratteristiche più importanti.
Come abbiamo notato dalla vicenda di Queen Victoria, il cloroformio possiede la peculiarità di essere un ottimo anestetico.
Il primo a sperimentare la molecola come anestetico fu il medico scozzese James Young Simpson.
Egli chiedeva ai suoi ospiti a cena di unirsi a lui nell'inalare varie sostanze.
La sera del 4 novembre 1847, a seguito dell'esperimento con il cloroformio, Simpson si ritrovò steso sul pavimento della sala da pranzo, circondato dai suoi ospiti ancora in stato comatoso!
Da questo momento in poi, l'anestesia con il cloroformio venne accettata in chirurgia e, anche se alcuni pazienti morirono, i rischi associati a tale sostanza furono ritenuti minimali.
Il primo decesso avvenne nel 1848: la giovane Hannah Green perse la vita probabilmente a causa della somministrazione impropria dell'anestetico.
La morte della ragazza e l'opposizione della Chiesa calvinista scozzese all'utilizzo del cloroformio generarono perplessità sull'anestetico.
La Chiesa si opponeva all'uso di qualunque anestetico durante il parto, poiché opinava che Dio aveva punito la discendenza di Eva, ovvero tutte le donne, predisponendole affinché provassero estremo dolore al momento del parto.
Ma l'utilizzo da parte della regina Vittoria, suprema autorità del Regno Unito, pure per quanto concerne il suo nono e ultimo parto (quello della principessa Beatrice nel 1857) fece svanire ogni dubbio sulla molecola, tanto che divenne presto un componente base di alcuni farmaci, come la clorodina, e di alcuni oli curativi.
Il cloroformio diventò l'anestetico più usato per il parto in Gran Bretagna e in gran parte d'Europa!
Adesso passiamo all'etere.
L'etere dietilico, detto anche etere etilico, dietiletere o etossietano si presenta (alla stregua del cloroformio) a temperatura ambiente come un liquido incolore dall'odore caratteristico.
Esso, tuttavia, a differenza del cloroformio, è estremamente infiammabile.
La sua formula bruta è: (C2H5)2O.
La sua formula di struttura è:







L'etere dietilico può essere preparato mediante disidratazione dell'alcol etilico o etanolo (C2H5OH), in presenza di acido solforico (H2SO4), che agisce da disidratante:



Chi ha scoperto l'etere?
Sebbene l'alchimista Raimondo Lullo viene citato generalmente come lo scopritore, nel 1275, della sostanza, non sussistono prove sufficienti a confermare tale attribuzione.
Anzi, si ritiene addirittura che l'etere fosse già stato scoperto nel VIII secolo dall'arabo Jābir ibn Hayyān.
Invece, il primo che sintetizzò l'etere fu Valerius Cordus, nel 1540, il quale denominò la sostanza "oleum dulci vitrioli" (olio dolce di vetriolo), ottenuta appunto attraverso la distillazione di una miscela di alcol etilico e vetriolo (ovvero acido solforico).
Ecco perché un ulteriore nome scientifico dell'etere può essere "etere solforico".
Le sue proprietà analgesiche vennero successivamente alla luce grazie a Theophrastus Bombastus von Hohenheim, meglio noto come Paracelso, mentre l'appellativo "etere" gli fu fornito nel 1730 da August Siegmund Frobenius.
Adesso che abbiamo analizzato le 2 sostanze, possiamo fare un piccolo confronto fra esse, osservando vantaggi e svantaggi di una rispetto all'altra.
Innanzitutto gli scienziati si accorsero che il cloroformio agiva più rapidamente e aveva un odore migliore rispetto all'etere
Inoltre, ne era necessaria una minore quantità per fare effetto.
Un altro vantaggio risiedeva nel fatto che la ripresa dopo un intervento chirurgico in cui si era somministrato cloroformio risultava più rapida e decisamente meno sgradevole che se si fosse usato etere.
Tra l'altro, l'etere, come abbiamo detto in precedenza, è facilmente infiammabile.
Esso andava a costituire con l'ossigeno un miscuglio esplosivo: bastava una minima scintilla durante l'intervento e boom!
Pure James Simpson, successivamente al bizzarro esperimento, aveva asserito riguardo al cloroformio: "Questo è molto meglio dell'etere".
Fino a questo momento, il cloroformio sembrerebbe vincere su tutti i fronti!
Ma il cloroformio, nonostante tutti questi pregi, nasconde un lato decisamente oscuro.
Oggi sappiamo che esso provoca danni rilevanti al fegato e ai reni, e che elevati livelli di esposizione favoriscono l'insorgenza del cancro.
Esso può inoltre danneggiare la cornea dell'occhio, far screpolare la pelle e portare senso di affaticamento, indurre nausea e comportare irregolarità nel ritmo cardiaco.
Non è finita qui: se si trova esposto ad alte temperature, all'aria o alla luce, l'anestetico della regina crea cloro, monossido di carbonio, fosgene e/o cloruro di idrogeno, cioè tutte sostanze tossiche o corrosive.
In definitiva, il cloroformio è sì vantaggioso per molti versi, ma i suoi difetti sono innumerevoli e decisamente troppo importanti da non esser presi in considerazione.
Solo a partire dal 1900 il cloroformio è stato sostituito definitivamente dall'etere nelle anestesie, il quale, a sua volta, è stato attualmente rimpiazzato da sostanze più sicure.
In sintesi, cloroformio ed etere sono state molecole estremamente importanti e significative negli scorsi secoli in campo medico; prendendo spunto dal primo è stato addirittura coniato il termine "cloroformizzare", sinonimo di "far addormentare", "assopire", "narcotizzare", ecc.
Tuttavia, i loro effetti nocivi sono venuti (per fortuna) alla luce e sono state giustamente rimpiazzate da sostanze chimiche migliori, seguendo il principio di evoluzione della scienza, la quale non si ferma mai e cerca di progredire sempre con il passare del tempo!
Vi lascio con alcuni video musicali rilassanti e inerenti il sonno!









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